martedì 23 maggio 2006

Il vento non mi ha portato via

Pout-pourri. Si scrive così? Questo era il pubblico che c'era sabato scorso alla IV Festa dell'Interculturalità a Forlì. Romeni, albanesi, serbi, croati, rom, italiani...un po' di tutto.
Io e Davide siamo partiti come al solito in ritardo (colpa mia: dormo troppo), sostando all'autogrill per mangiare uno splendido panzerotto. All'arrivo a Forlì, Mirko al telefono mi dice che i Muzikanti, il gruppo che doveva suonare insieme a me, aveva forato e non si sapeva dov'erano. Il che mi consola: non ero l'unica ritardataria. Dovrei abituarmi, comunque: ho sempre paura di arrivare in ritardo, e in effetti il fatto che io effettivamente la maggior parte dei casi agli appuntamenti ARRIVI IN RITARDO non rende felice chi mi sta aspettando, ma tutto ciò non vale mai per i musicisti. Fin'ora, non mi è mai capitato di iniziare un concerto all'ora che si era decisa, a volte per causa mia, a volte per causa di qualcun altro, ma comunque tutto ciò non crea mai problemi. Per questo forse che mi piace suonare: perché si fa tutto con estrema calma. Chiusa parentesi riflessiva.
Quando sono entrata nel parco mi sono venuti incontro due o tre amici di Mirko che già mi conoscevano per nome, e mi hanno salutato come se mi conoscessero sa un sacco di tempo, e io ho pensato che in Liguria questo non succede (quasi) mai...
Mi sono messa a montare le corde, dopodichè ho fatto i suoni. C'erano due ragazzi che facevano il service, molto bravi, oltretutto. Poi sono arrivati i Muzikanti, che hanno fatto la loro prova suoni, dopodichè abbiamo cominciato, con la consueta mezz'ora di ritardo.
Io ero abbastanza terrorizzata. Il pubblico era composto per la stragrande maggioranza da immigrati vari, e io pensavo che sentire una sul palco che cambia accordatura ogni canzone potesse non essere gradito. Inoltre c'era un vento che portava via...
Ma il vento non mi ha portato via, anzi, mi ha portato un sacco di applausi molto calorosi. Ha abbattuto il leggio, così Davide è salito sul palco a rimetterlo in piedi, e si è preso un sacco di "bravo!" e applausi anche per lui. "Luce", "Big yellow taxi" e "Zombie" sono risultate molto gradite, e a Mirko è piaciuta molto "Joni"... su "Canzone allegra" tutti cercavano di tenere il tempo. Potevo ritenermi soddisfatta!

Questa è stata la scaletta (ho tagliato un po'):
Tre colori
Una parte di me
I miei re
L'uomo di latta
Luce
Joni
Big Yellow Taxi
Tracce sulle dita
Zombie
Suonami, sono la canzone allegra

Poi è venuto il turno dei Muzikanti, un gruppo di cinque ragazzi: contrabbasso, chitarra, percussioni, sax e violino, che hanno fatto del buon folk balcanico, e difatti la gente si è scatenata a ballare per più di un'ora. Il percussionista, in particolare, era davvero molto bravo.

Dopo la festa siamo andati a mangiare (finalmente!) la pizza che piace a me, ovvero quella che assomiglia a Pizza Hut che a mia madre fa schifo: spessa, che se non stai attento ti soffoca. Mia madre la preferisce trasparente. Poi siamo passati alla festa dei DS, che poi era la solita festa gggiovane coi bongaroli robbosi che ti rintronano perchè suonano per due ore sempre lo stesso ritmo...ma stenderei un velo sulla festa dei gggiovani DS di Forlì, anche perché ne ho visto solo la fine.
Alle tre Mirko ci ha ceduto la casa (un monolocale proprio adorabile) ed è andato a dormire non so dove. Noi ci siamo docciati, dopodichè siamo sprofondati in un sonno comatoso.

Il giorno dopo siamo andati a mangiare a Bertinoro i tortelli con il burro e salvia e le tagliatelle col ragù, e intanto Davide ha spiegato a Mirko un sacco di cose di politica. Io dovrei saperle, perché a me le ha già spiegate, ma ogni volta mi sembrano nuove, il che è vantaggioso perché così non si esauriscono mai gli argomenti...e Mirko ci ha raccontato un po' delle sue esperienze in Kosovo e Albania, e quando mi racconta queste cose ogni volta gli voglio un po' più di bene.
Abbiamo girellato un po' per Forlì, finendo poi immersi in un negozio di dvd e cd.

Alla fine Mirko ci ha lasciato le sue chiavi di casa, e il week-end prossimo torniamo a Forlì e lasciamo demo lungo tutta la riviera romagnola, e poi dormiamo a casa sua perchè lui va a Milano (credo)...

Il viaggio di ritorno l'abbiamo passato ascoltando gli Smiths, e il viaggio continua...

1 commento:

Brucio ha detto...

C'è qualcosa di impagabile nel fare musica...è la sensazione di vivere nel viaggio.Baci Jed