venerdì 3 giugno 2011

How I Met Your Mother . un articolo

A proposito di una serie che mi piace molto, Aldo Grasso ha scritto questo bell'articolo per il Corriere on line:

"Risate a più livelli se la sitcom è originale

La tv procede per prove ed errori, lo sappiamo. Ma dopo i tentativi falliti, a volte, c'è l'occasione di un riscatto. Così per esempio «How I Met Your Mother», situation comedy di grande successo negli Stati Uniti ma piuttosto bistrattata in Italia - tra programmazioni confuse e un titolo italiano che gridava vendetta («E alla fine arriva mamma!», fortunatamente accantonato) - è ricomparsa, a distanza di anni, ed è in onda praticamente ogni giorno e su più reti: dalla tv generalista (Italia 1, dal lunedì al venerdì, ore 14.35) a quella a pagamento (Fox, dal lunedì al venerdì, ore 17.35). Tanto da ottenere il risalto che merita. 

La storia è quella solita: cinque giovani amici vivono a New York, ritrovandosi nel pub sotto casa, il McLaren's, per raccontare le loro avventure quotidiane. A fare la differenza, però, è la costruzione del racconto, davvero originale: ogni puntata, infatti, immagina il protagonista nel 2030, mentre spiega ai suoi due figli ormai grandi le complicate vicende che l'hanno portato prima a incontrare, e poi a sposare, la loro madre; gli episodi sono così un salto all'indietro nel tempo, ai giorni nostri, con la voce fuori campo che riordina le vicende, traccia collegamenti, a volte mente allo spettatore o si «dimentica» dettagli importanti.


Il costante lavorio sui dialoghi, sulla narrazione e sulle sue forme regala risate a più livelli e si aggiunge all'impeccabile recitazione degli attori (solo in parte limitata dal doppiaggio) e agli scontri tra le differenti visioni del mondo dei personaggi: dal protagonista Ted, architetto sognatore e romantico, a Robin, aspirante giornalista di origini canadesi, e alla «coppia perfetta» formata da Lily, insegnante d'asilo meno fragile di quanto sembri, e Marshall, avvocato e ragazzone un po' ingenuo. Mentre il vero «mattatore» resta Barney (un ottimo Neil Patrick Harris), sciupafemmine impunito."


 ...a parte il fatto che in realtà il doppiaggio secondo me la danneggia molto, e consiglio quindi di vederla in originale, magari con sottotitoli.

*neve*

2 commenti:

Quando costa esser donna ha detto...

Ero alla ricerca di una foto di questi magnifici cinque e sono incappata nel tuo blog. Mi piace molto, amche io adoro cantare ma non so suonare alcuno strumento né canto in giro.
Ti seguirò, così domani leggo con calma!
A presto, Grazia! =)

Quando costa esser donna ha detto...

Dimenticavo, hai ragione, in lingua originale è "awesome" hahah ripetono in continuazione questa parola. Li adoro!