lunedì 19 maggio 2008

Il cuore è un cacciatore solitario

Ok, è vero. Non scrivo mai. Vergogna a me.
Però adesso scrivo.
Ho letto un libro bellissimo.
L'autrice è una ragazza americana...cioè, era una ragazza americana vissuta negli anni '40, che nno si capisce perchè non la conosca nessuno. Carson McCullers. Ignota a chiunque. Eppure scrive da far paura a Hemingway. Fa piangere le parole. Le fa ridere. Una roba così.

Ero a Parma qualche settimana fa. Il giorno dopo aver suonato si esce a far due passi. Capitiamo in una libreria, io vedo per caso il titolo "Il cuore è un cacciatore solitario". Mi ricordo che quel libro lo leggeva la protagonista di un film che mi è piaciuto molto, "Una canzone per Bobby Long" -lo so, al Mereghetti non piace...problemi suoi-. Dal titolo avevo sempre pensato che fosse un romanzetto un po' insulso. Invece te lo vedo lì, targato Einaudi...perlomeno può fingere di essere un romanzo leggibile. Apro, leggo la prefazione. Goffredo Fofi dice che la ragazza ha cambiato la storia della letteratura insieme a Flannery O'Connor. Altra sconosciuta. Queste ragazze della letteratura dovremmo imparare a conoscerle un po'...sarebbe il caso. Bè, la ragazza in questione ha scritto il romanzo a 23 anni. Leggo le prime righe, e mi convinco. E' mio.

Una meraviglia. Come Hemingway, ma molto più perdente: qui i perdenti sono veramente sfigati, senza possibilità di diventare qualcos'altro, e non se ne rendono conto.
C'è Mick Kelly, questa ragazzina che sembra un maschio che si costruisce un violino, che vorrebbe prendere lezioni di musica ma la famiglia è troppo povera, e sogna di diventare una grande musicista.
C'è Biff, a cui piacciono sia uomini che donne ma non lo dice mai, e tiene aperto il suo caffè tutta la notte per fare della sua vita privata un po' ciò che vuole.
C'è Jake Blount, comunista vero, che sogna disperatamente di far sapere al genere umano la verità.
C'è il dottor Copeland, nero, che ha chiamato i suoi figli come i filosofi, che ha studiato Marx e che vorrebbe aiutare la sua gente, la sua "razza", a liberarsi dall'oppressione dei bianchi, ma si scontra con la stupidità e con la religione.
E su tutti il magnifico Singer, sordo e muto, che comunica su pezzi di carta, a cui tutti vanno a chiedere consiglio, perchè lui ascolta, ascolta tutti, ma "parla" solo con chi non lo ascolta mai...

Vi ho scritto un millesimo di quello che c'è in questo romanzo.
Credetemi: Carson McCullers è un mondo da scoprire...

1 commento:

blumfeld ha detto...

Detesto i post sui libri... ma solo quando, come questo, mi fanno venire voglia di leggerli, con il risultato di accrescere ulteriormente la pila di pagine che attendono di essere lette e che immobili mi osservano con sguardo carico di riprovazione.