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mercoledì 16 settembre 2015

Lagonegro: il racconto di un viaggio incredibile

Nel Luglio appena passato ho fatto un viaggio. Un viaggio che sognavo da bambina e che mai nella vita avrei pensato di fare. Sono stata a Lagonegro, in provincia di Potenza, paese natale di Pino Mango. Mango, come sapete, come avrete sentito dire, è morto l'8 dicembre del 2014, sul palco a Policoro, in Basilicata. Per me Pino Mango ha avuto un significato speciale: non era solo il mio "cantante preferito" di quando ero bambina. E' stato qualcosa di più. E' stato un po' la mia famiglia, il mio papà, la mia mamma, il mio primo fidanzato...amico, zio, cugino. E' stato un po' tutto. Poi sono cresciuta e per fortuna mi sono creata dei legami con persone reali, e Mango mi è passato di mente - poi ho fatto la cantautrice, avevo bisogno di ascoltare altra musica, altre voci...insomma, ogni tanto pensavo a lui, ma come a un amico dell'infanzia, mi chiedevo "chissà che fa, chissà se canta ancora (in effetti dopo "La Rondine" era un po' sparito")...

Questo che vedete qui sotto è il racconto fotografico - pubblicato su Facebook, con piccole note - di quello che è stato il mio incredibile viaggio a Lagonegro. Incredibile perchè, veramente, non potevo immaginare chi e cosa, di straordinario, avrei incontrato.

2 LUGLIO

Eccolo. Il mio primo passo verso un posto in cui da ragazzina andavo solo con l'immaginazione.

7 LUGLIO

é in momenti come questi che si vede chi ha fatto gli scout e chi no
8 LUGLIO
 
 Eccoci. Noi siamo pronti. Tu ricordati di metterti i calzini - quella pallottola bianca sopra lo zaino. E vedi di sbrigarti, che c'é da prendere un treno .
 
 
Scarpe da combattimento per viaggi importanti guardano la ferrovia e aspettano .
 
 
9 LUGLIO
 
 E insomma, ci siamo quasi. Quella cosa incredibile di realizzare il proprio sogno di bambina sta per succedere. Ancora qualche ora e sarò a Lagonegro.
C'era nato e vissuto Pino Mango. É riduttivo affermare che fosse il mio cantante preferito: Pino Mango per me é stato molto di più. In certi momenti é stato la mia famiglia. Da ragazzetta ero molto sola, sono stata sfortunata nelle amicizie, venivo presa regolarmente in giro a scuola e agli scout per i motivi più diversi, ero sensibile e molto fragile. Tornavo a casa ingoiando litri di lacrime. I miei erano - sono - bravissime persone, ma non mi sono stati molto di aiuto. Così io tornavo a casa, infilavo la cassetta nello stereo e, per un.po, dimenticavo tutto. Volavo, letteralmente, inseguendo quella voce così fuori dal comune, che cantava canzoni particolari, che spesso parlavano della sua terra,.Lagonegro. Mi dicevo che se quest'uomo che così bene interpretava la mia anima veniva da lì, allora ci volevo andare anche io. Ma Lagonegro, e la Basilicata intera, per una ragazzina di 11 anni era lontanissima, non riuscivo neanche a immaginarla...
 
 
Cornetto + succo di frutta a Salerno: 3 euro. Ennamo!
 
 
 
...poi sono cresciuta, e ovviamente ho sentito l'esigenza di ascoltare altre cose. Tanto più che ho seguito, almeno in parte, la strada della musica. Mi sono spostata sul rock, sul folk, ho cominciato a suonare. Ho continuato a seguire Mango fino al 2002, ma "La rondine" proprio non mi piaceva: cominciavo a sentirlo, dall'alto dei miei 20 anni, come un vecchio amico la cui strada si stava inesorabilmente separando dalla mia. Dopo il 2002 non l'ho più sentito nominare. Ho pensato spesso a lui, davvero come si fa con una persona cara che non senti da tanto tempo, avevo letto di vecchie polemiche su internet ma poi più nulla. Mi dicevo passerá per qualche concerto a Genova, prima o poi, potrei andare a sentirlo. Prima o poi. Prima o ... poi .
 
 
Quel poi. Quanto pesa sul mio cuore.
 
 
Quanto può contare un cantante nella vita di una persona?

Quanto e cosa può significare?

Non lo so, solo, sinceramente, non pensavo così tanto.

Ma quando sei bambino tutto è più forte. Le emozioni le vivi più intensamente, é tutto "la prima volta". La prima volta che vai in bicicletta, la prima nuotata, il primo bacio.

La prima volta che ho visto Mango era il 1990. Avevo 10 anni e mezzo. C'era Sanremo, ma a me non interessava, io ero molto "bambina", ascoltavo ancora le canzoni dello Zecchino, per dire. Ero giusto nella mia cameretta a farmi gli affaracci miei, quando mia madre mi chiama: "Lella! Vieni! C'é un cantante bravo!". Non era la prima volta che mia madre mi proponeva cantanti da ascoltare e io li rifiutavo tutti, classificandoli come "noiosi". Come al solito le concessi qualche minuto: andai in sala, rimanendo sulla porta, pronta alla fuga - ero certa che anche questa volta sarei fuggita dopo 3 note 
...
 
 
Scesa. Un pezzettino a piedi - con zainone e sole che brucia alle 13, non facile - e arrivo alla Locanda Da Federico. Camera fresca e graziosa. Ora pausa pranzo. La Neve a Lagonegro ha bisogno di mangiare!


 Eccola, quindi, Lagonegro. Qui volevo andare da piccola, qui sono arrivata, 22 anni dopo. Mi immergo .
 
 
A Lagonegro appena fai un passo fuori sei in campagna. In questo momento sono su una collinetta erbosa, dove c'é un bel venticello, appoggiata a una specie di obelischino, e di nuovo si vede tutto il panorama: da una parte il paese, dall'altra le montagne che circondano la valle. Si racconta che Pino non volesse andare via di qui. Lo credo bene! Qui la gente ti saluta e ti sorride anche se non ti conosce. Ti senti di casa anche se vieni dal nord .
 
 
 E niente...Lagonegro mi ha risucchiato. Complice anche un cordialissimo personaggio, un po' mago, un po' stregone, un po' muratore, che di nome fa Armando e di cognome Mango, e che passerá la sua estate in un ex lanificio, che sembra un labirinto...
 
 

 ...e insomma, avevo dieci anni e mezzo e me ne stavo lì, sullo stipite della porta, ad aspettare questo "cantante" che piaceva a mia madre, convinta che nemmeno questo mi sarebbe piaciuto. lo presentano, ed esce questo personaggio vestito di bianco, col cravattino nero. comincia la canzone, e giá sento un brillio: bello l'effetto goccia, penso! continuo ad ascoltare, e il personaggio comincia a cantare. E lì mi si é aperto un mondo, un universo che non conoscevo e che mi ha da subito affascinato per quanto era diverso da ciò che avevo sentito fino ad allora. Questo cantante non aveva nulla del classico cantante italiano che avevo sentito finora. E poi aveva questo modo di guardare, questo sguardo intenso, un po' ironico, che lo faceva sembrare di un altro mondo. Insomma, da lì qualcosa in me é cambiato. Da lì é iniziato tutto. Ho cominciato a diventare grande. E anche la musica che faccio, in qualche modo, viene da lì, da quel Sanremo 1990, da quei 3 minuti di canzone. Ah giá, la canzone: si intitolava "Tu...sì".
 
 
E poi questi piedi, cammina cammina, raggiungono un edificio imponente...sará mica...? Diamo un'occhiata...dentro c'é un signore che sta lavorando.
"Buongiorno! Ma che posto é questo?"
"É di Armando Mango"
"Ah sì?"
"Sì, l'ha visto fuori? Se c'é la macchina rossa vuol dire che c'é"
"Ok, grazie"
Esco fuori. Guardo in su, e in cima alla salita in lontananza vedo una macchina rossa. Quindi quel signore in jeans e maglietta nera non può che essere lui.
Lo saluto: "Buongiorno! Sei Armando?"
Mi sorride, e mi viene incontro, in discesa. Che strano, penso. Questo momento mi ricorda tanto quello di 25 anni fa, quando ho visto per la prima volta suo fratello, solo che qui é tutto reale. Altroché.
"Ciao! Sono Marcella. Nevesudilei".
Così reale, che quando gli stringo la mano ho la voce un po' rotta, ma lui, che ha gli stessi occhi brillanti di suo fratello, mi sorride con calore. Ed é subito sentirsi a casa.
 
TO BE CONTINUED... 

Sul mio profilo facebook potete trovare il racconto completo con tutti i commenti di chi mi ha seguito: https://www.facebook.com/nevesudilei
 
 
 
 
 
 
 

martedì 18 marzo 2014

La vacanza più bella, con la sorella!

Ricordo di un'estate...


*neve*

Ritorno un pomeriggio di Marzo .

Parecchio che non scrivo?
Vero.
Difficile aggiornare un blog quando si esce alle 7:30 del mattino e si torna alle 20 di sera.
Di cose ne son accadute, compresa una bella crisi da cantautrice stanca. Suonerò solo se mi verranno a cercare, perchè io di cercar date non ne ho più voglia. Ma a questo dedicherò un post, prima o poi.
Per ora torno con questo bell'articolo di Stefano Nazzi sul Post. Io chi fossero Fausto e Lorenzo non lo so. Ma è scritto bene e ti ci affezioni. Tanto basta.

http://www.ilpost.it/stefanonazzi/2014/03/17/fausto-iaio-omicidio-milano/

domenica 30 giugno 2013

LIVE@RISERVA INDIE SU CONTATTO RADIO, 25/06/2013












...una bella serata a "Riserva Indie" su Contatto Radio, con Maurizio Castagna e Samuel Fava...A presto!

*neve*

lunedì 20 maggio 2013

Su Deezer!

Chi volesse, può ascoltare qualche brano tratto dal mio primo album "Cerco la bellezza" su Deezer:


*neve*

domenica 21 aprile 2013

Volete il nuovo album di Neve Su Di Lei?

E' PRIMAVERA!!!!

Festeggiatela comprando il nuovo album di Neve Su Di Lei! Io e Ruben Book ne saremo felicissimi e vi daremo un grande abbraccio - virtuale o "live", come preferite!

Per averlo, potete scrivermi in privato qui oppure a info@nevesudilei.it!!!!


Vi aspetto - costa poco, sappiatelo...

*neve*

domenica 3 marzo 2013

Orgogliosa delle mie scelte .

"Fare un disco è comunque sempre più difficile che non farlo".

Così mi ha detto un giorno Geddo, un amico cantautore. A conti fatti, sono d'accordo. Non si parla ovviamente della praticità, perchè al giorno d'oggi chiunque può facilmente farsi un dischetto in digitale spendendo pochi euro. Si parla di questioni morali. Di responsabilità. Fare un disco oggi ti getta immediatamente in pasto alle critiche. Una volta chi arrivava a fare un disco era davvero bravo. Piaceva. Qualcuno aveva investito su di lui, e magari pensava pure di guadagnarci qualcosa. Oggi no. Oggi l'artista il disco se lo paga da solo. E' un di più. Un lusso, quindi molto più criticabile, di diritto.

Io il disco non me lo sono pagato. Qualcuno ha deciso di investire su di me. Qualcuno ci ha lavorato, e parecchio. Io ho accettato con grande gioia di fare questo disco, ma sapevo, come chi me lo ha prodotto, che molti avrebbero storto il naso dinanzi a un modo di lavorare che non è certo "moderno". Tutto live in studio, ma perchè? Perchè quando si possono fare le cose MEGLIO? Naturalmente il "meglio" è soggettivo, e ogni orecchio è particolare, è personale. Fioccano i consigli, ma io penso che in tanti anni di onorata carriera anonima di consigli ne ho ricevuti a tonnellate, di tutti i generi e in ogni campo - su come scrivere i testi, su come accordare la chitarra, su come montare le corde, su quali cavi usare, su come equalizzare la voce e la chitarra, su quali corde usare. Se avessi ascoltato quei consigli - provenienti da persone che non mi conoscevano affatto -  non avrei combinato nulla. Invece ho preferito testardamente seguire la mia strada, il mio istinto, finchè ho incontrato qualcuno che la pensava come me. Per lo meno, qualcuno che apprezzava e rispettava le scelte che avevo fatto fino a quel momento. Forse rimarremo da soli, e tutto finirà qui. Forse no. Io ringrazio in ogni caso la persona che ha scelto di crederci, proprio in un momento in cui io stessa non ci credevo più. Ora ho fatto un passo avanti, e spero di farne altri, ma sempre restando fedele alle mie scelte, e orgogliosa di esse.

*nevesudilei*

mercoledì 30 gennaio 2013

Influenza .

Dopo il raffreddore, ecco l'influenza.
Ora sono sotto antibiotici, mi sento forte come un tappetino su cui abbia soggiornato Giuliano Ferrara.

L'anno prossimo faccio il vaccino, giuro...

*neve*

sabato 29 dicembre 2012

COSA SONO IO?

Ed eccolo, il regalino. La prima canzone tratta dal mio album, in uscita a fine febbraio. Buon ascolto, e auguri a tutti!


 

 *neve*

A Natale Puoi ...

Ragazzi cari, per le feste io e Ruben vi facciamo un piccolo regalino.
Il disco ufficialmente esce a febbraio - lo presenterò all'Ostaia Da U' Neo, a Genova Sestri Ponente - ma dato che è Natale e a Natale si può fare di più, come dice la nota canzone, io farò di più!

Quindi preparatevi!

*neve*

sabato 15 dicembre 2012

Back to Booking!

Dopo tre anni vissuti pericolosamente sono tornata a farmi il booking...e i risultati non si sono fatti attendere :)

Ho messo il turbo, e a Febbraio se tutto va bene dovrebbe uscire il disco, e sono già pronte due belle date fresche fresche, entrambe a Genova: il 21 suonerò all'Ostaia Da U' Neo, a Sestri Ponente. La presentazione del disco ufficiale la farò lì, e ne sono molto felice!

Il 22 invece sarò al Circolo Arci Belleville - si cambia completamente zona, centro vicoli stavolta!

Al mio fianco, fedele e preziosissima, Daniela Piras ai flauti, backing vocals e sostegno morale.

C'è ancora tempo, lo so, ma io intanto cavalco l'onda dell'entusiasmo :)

*neve*

giovedì 22 novembre 2012

Il mio album, per la prima volta, tutto intero .

Solo chi ha fatto una cosa per la prima volta nella sua vita può capire cosa significa ascoltare il proprio disco tutto intero in cuffia. Per la prima volta.

Dunque, in pratica, mi potete capire tutti :)

Vale tutto: dall'essere andato in bicicletta al nuotare, all'assaggiare qualcosa di nuovo allo scalare una montagna. Penso proprio che l'emozione e quella sensazione di "ci sono soltanto io qui?" sia la stessa, per ogni cosa.

Dunque godetevela, ogni tanto.

Io me la sto godendo da matti.

*neve*

martedì 20 novembre 2012

Menisco .

La verità è che sono stata operata venerdì scorso al menisco. Menisco mediale del ginocchio sinistro, "rottura a manico di secchio" - e ciò continua a suscitarmi grande ilarità quando lo leggo: che cavolo di forma ha il manico di un secchio? Ha proprio una forma così definita? I secchi da oggi in poi suscitano la mia grande curiosità...

A parte ciò, è stata un'esperienza catartica. Alle 7 del mattino eravamo tutti lì, al terzo piano del padiglione B dell'Ospedale di Sestri, ad aspettare IL MOMENTO. Sono anche riuscita ad infilarmi il camice al contrario - è importante distinguersi ovunque - e tutto sommato ero anche abbastanza tranquilla...quando sono entrata nella sala pre-operatoria ho cominciato a tremare come una foglia. Ovviamente mi han dato della droga pesante in flebo, altrimenti non sarebbero riusciti non dico a farmi le punture, ma a beccare la gamba giusta - per la cronaca, anestesia locale, cheddiolibenedica! Dopodichè, ricordo solo sorrisi e gentilezza, il che mi fa capire come mai esistono i tossicomani e come mai sia così difficile smettere: cantavo in sala operatoria. Non so come, ma cantavo. Per un po' ho seguito l'operazione nel monitor, poi però il chirurgo ha cominciato a tirare un po', allora mi han dato la botta definitiva e buonanotte. Mi sono svegliata a operazione finita, e ancora sorrisi e gentilezza - dan della roba buona là dentro, porcaccia...

Al di là di battute, sono stati veramente tutti molto gentili, e la cosa mi ha stupito, perchè pensavo che alla lunga quel tipo di lavoro indurisca un po' le persone. Invece no, chi mi ha operato è rimasto dolce.
Mia sorella mi ha regalato un camoscio di pelouche - evidente presa in giro...o buon auspicio? - che ho immediatamente chiamato Menisco. 

Mi han rispedito a casa con la gamba gonfia il doppio dell'altra, due buchi cuciti e un botto di medicine da prendere - ho impostato sei sveglie per non dimenticarmele. 

Il bello della convalescenza è che ti coccolano tutti e tu in sostanza non devi fare nulla. Però vorrei tornare a fare. Prima possibile, please! Intanto mi rintano sotto il piumone :)

*neve*

giovedì 15 novembre 2012

Il giorno .

Ci siamo . Domani è il giorno . Alle 7 in reparto . Auguri Neveeeeee!

*neve*

mercoledì 7 novembre 2012

I colori della cover .

Ci siamo ci siamo!
L'ho quasi finito!
Questi sono gli ultimi particolari....poi lo vedrete tutto intero.




Belli, no?

*neve*

martedì 6 novembre 2012

Quando il ginocchio fa CRACK!

Da mercoledì scorso sono bloccata a casa. Infortunio al ginocchio. Non avrei neanche internet, senonchè ho beccato una connessione aperta, e la sto sfruttando inpunemente. Mercoledì mi sveglio alle 6:30, vado nel quartiere dove abitano i due fratellini che ho in affido, porto i bambini ai rispettivi asili. Fa un freddo malefico, con vento che si insinua ovunque. Il grande - 3 anni - fa le solite storie per entrare all'asilo, anche se poi non vuole mai venire via, ma tutto bene. I piccolo - 2 anni appena compiuti - non mi da tregua. Appena vede le scale che conducono alla tortuosa stradina che dobbiamo percorrere per arrivare all'asilo del grande, comincia a piangere e a strepitare. Non vuole camminare, ma io di prenderlo in braccio non ho alcuna intenzione: è pesante, è grande, può benissimo camminare da solo.
Un'ora di martirio, lacrime, urla. Non ne vuole sapere, ma io sono più dura di lui.
Finalmente alle 9:40 lo deposito fra le braccia delle maestre e scappo via.
Arrivo a casa, due ore dopo devo usciere per andare dagli altri affidi. Giro intorno al letto e cado, qualcosa nel mio ginocchio esce fuori posto e non rientra come era solito fare.
Bum. Così da mercoledì scorso.
Così ho tempo per diventare una perfetta casalinga, e per scrivere su questo blog!

Sputiamoci sopra!

*neve*

lunedì 24 settembre 2012

Particolari .

Disegno scansionato, disegno fortunato. Ok, l'ho salvato. Il disegno della copertina è al sicuro, che se per caso coi colori faccio uno schifo, una copia esiste. Questa cosa mi tranquillizza molto. Oggi Fabio mi ha chiesto se ogni particolare del disegno avesse un significato simbolico. In effetti sì, quasi tutto. Quando sarà finita, magari svelerò tutti i suoi segreti.



























*neve*

venerdì 21 settembre 2012

Pazienza .

Pazienza
una coperta a cui aggiungi sempre nuove pezze
con pazienza
nella speranza che ti copra tutta
dalla testa ai piedi
e se la testa rimane fuori
i diavoli si attaccheranno ai tuoi capelli
e ti faranno strillare
come un bambino che ha avuto gli incubi .

A meno che tu non sia calvo .

*neve*

giovedì 20 settembre 2012

Macchinine .

Oggi avevo due bambini piccoli da prendere all'asilo e portare al parco. ho portato le mie vecchie macchinine, pensando che potevano essere utili nei momenti difficili. non appena le ho tirate fuori, un nugolo di bambini - che non erano miei - si è precipitato ad ammirare il miracolo. nell'epoca di internet, playstation, wii non mi aspettavo codesto successo per delle banali macchinine che non si muovono da sole e non hanno effetti speciali mirabolanti. ero un poco commossa...
*neve*

sabato 8 settembre 2012

Cocci .

Una non fa in tempo a tornare che si ritrova la casa piena di cocci rotti. Manco fossero venuti i ladri, a devastarti la casa e ancor di più l'anima. Cocci invisibili agli occhi, visibili solo al cuore. I peggiori. Ora, oltre alle api nella testa e le spine nella mano, ho pure i cocci nel cuore.

*neve*