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domenica 15 marzo 2015

Grazie Joan .

Seduta in galleria, anzi, in piccionaia, il palco appariva davvero lontanissimo. Eppure, appena è apparsa, in quel grande nero, circondata da altri strumenti eppure gigante nella sua solitudine, mi sono commossa. Mi sembrava incredibile poter assistere al concerto di un pezzo della Storia della Musica, anzi, di un pezzo di Storia in generale. Questa piccola grande donna davanti a noi aveva cambiato la Storia, scritto e cantato grandi canzoni, fatto sit-in, pronunciato parole importanti contro la guerra, contro i potenti della Terra, contro le armi e a favore degli emarginati, dei poveri, dei dimenticati. Questa piccola grande donna continua a cambiare la storia: a 75 anni non ha perso un grammo dello smalto che aveva nei "faboulous sixthies", e con eleganza ha snocciolato tutti i suo successi, da "Blowin' in the wind" a "Here's to you", passando per "Gracias a la vida", "It's all over now baby blue", passando per canti tradizionali arabi e spagnoli con meravigliosa grazia. Omaggia l'Italia con "C'era un ragazzo" e "Il prato verde dell'amore" di Morandi, legge alcune presentazioni in italiano, è simpatica e ironica, e alla fine la gente non la lascia andare più via, tanto che quasi viene giù il teatro se non concede almeno 5 bis.

Torno a casa più serena, e con la sensazione di essere meno sola.

Grazie Joan!





lunedì 7 luglio 2014

PREMIO BINDI 2014 .

Applausi per CRISTINA NICO e MICHELE SCERRA: vincitrice del Premio Bindi 2014 e vincitore come Miglior Testo!


*neve*

domenica 30 giugno 2013

LIVE@RISERVA INDIE SU CONTATTO RADIO, 25/06/2013












...una bella serata a "Riserva Indie" su Contatto Radio, con Maurizio Castagna e Samuel Fava...A presto!

*neve*

sabato 30 marzo 2013

TIME WITHOUT CONSEQUENCE . Alexi Murdoch (2006)






Splendido. Non trovo altre parole adatte a descrivere questo lavoro di Alexi Murdoch, datato 2006, deliziosamente folk e acustico, sussurrato e potente allo stesso tempo, che penetra caldo nel cuore e vi resta a lungo. Gioielli come "All my days", "Blue mind", "Breathe" non riescono a passare inosservate, e su tutte spicca la lunga "Orange sky", dedicato alla Striscia di Gaza, terra lontana che Murdoch riesce, incredibilmente, a farci sentire vicina, alzando gli occhi verso questo cielo arancione che appartiene a tutti, "with my brothers and sisters standing by".

Applausi.

*neve*

lunedì 31 dicembre 2012

RUBEN . IL LAVORO PIU' DURO



Spiazzante, il disco di Ruben. Perchè i suoi dischi precedenti non mi avevano convinto molto. Ma questo, ragazzi...Questo è davvero un disco necessario. Non mi dilungo a ripetere cose che sono già state scritte, e molto meglio, da altri, ma "Un killer" è una grande apertura,  con quelle coloriture di archi agghaccianti.


Le mie preferite sono "Anche questo è andato", bello l'accompagnamento morbidoso della chitarra, e naturalmente i mandolino di deriva sicula è adattissimo. Mi rimanda a "Six Feet Under", la mia serie preferita, che racconta la vita di una famiglia di becchini americani: come colonna sonora ci sarebbe stata alla grande.

In "Vinceremo", mi vedo Ruben nel mezzo del suo amato mestiere, a marciare in aula con questa canzone a fare da sottofondo. Bello l'arrangiamenteo western, molto badalamentiano.

"Ridere!", questa è quella che più mi rimane in testa. Delicatissima canzone dedicata ai comici - e a me vengono in mente i pagliacci, che devono far ridere ma sono personaggi malinconicissimi.

"Ti racconterò", ballata gioiosa sul mestiere dell'insegnante, che cerca di coinvolgere i suoi studenti ma con pochi risultati. Io che sono figlia di un'ex insegnante mi sento particolarmente coinvolta!

Naturalmente "Primo Maggio", in assoluto la mia preferita. L'immagine del sindacalista che si innamora durante la manifestazione è potentissima. Fantastica.

"Mammolo", bé, con una frase come "Che Dio ti raddoppi tutto quello che mi mandi" non poteva passare inosservata, questa canzone, anch'essa un po' wester e un po' blues.

Infine "Contratto a termine", l'essenza ultima della vita. Tutti noi siamo precari, dato che prima o poi finiremo sotto terra...

Che dire, un disco pazzesco. Ogni canzone sembra essere quella definitiva, invece ti stupisci perchè quella dopo lo è ancora di più. Una gran scrittura, una riflessione che dura da una vita. Chapeau.

*****

*neve*

giovedì 6 dicembre 2012

Dottorconti .

Segnalo questo cantautore che ho scovato per caso girando per fanzine. Mi piace parecchio, mette allegria e fa pensare.





*neve*

venerdì 7 settembre 2012

Bella Neve & Bella Dani@Osteria Da U' Neo a Sestri Ponente . Genova - Agosto 2012

Difatti continua. La mia nuova avventura musicale, voglio dire. Quella meraviglia di Daniela Piras fa delle vere magie, non potevo trovare di meglio. Così, dopo piazza matteotti e il Lilith Festival, siamo sbarcate armi e bagagli all'Osteria da U' Neo, a Sestri Ponente. Qui suonava Dirk Hamilton, un bluesaccio fatto e finito molto simpatico e molto bravo, e noi abbiamo suonato prima. Pubblico attentissimo, devo dire...molto educato! Un gentile avventore, Alessandro Maggiolo, ci ha fatto delle belle foto, e io molto contenta le pubblico. La mia chitarra è molto contenta di suonare con i flauti della Dani, e secondo me dalle foto si vede, perchè sorride!

:)































































*neve*

domenica 9 ottobre 2011

The xx . Inghilterra

Ho scoperto per caso questa band di ragazzi londinesi. E mi paiono niente male veramente...







*neve*

sabato 4 giugno 2011

Valentina Amandolese feat. Sista al Senhor do Bonfim . Genova

Qualche settimana fa la mia amica e collega Valentina Amandolese ha fatto un bel concerto al Senhor do Bonfim, a Genova. Presentava il suo primo album, "Nella stanza degli specchi". Con lei sul palco, a movimentare la faccenda, Daniele Grasso al basso e Giusy "JP" Passalacqua alla batteria - ovvero i Sista. Pubblico straripante, entusiasta e un po' sudaticcio - se devo essere sincera - ma serata riuscitissima. Qui ci sono le foto, e presto anche un recensione del disco e del concerto - Vale ha pazienza, lo so!

























































Daniele Grasso























Giusy "JP" Passalacqua





















*neve*

mercoledì 2 marzo 2011

JOCELYN PULSAR@ZOAGLI (GE) . Il Banco


*sab 5/03 . il banco .  ZOAGLI (GE) 
via zunino/start: 22/ingresso libero

*JOCELYN PULSAR*
(cantautore pop tra lo-fi e ricordi anni '80 . da Forlì)

Calcio, giocattoli, figurine Panini, biscotti Galbusera, serie televisive, un solo comun denominatore: gli anni '80. Questo è il mondo di JOCELYN PULSAR - al secolo Francesco Pizzinelli -, cantautore pop con un retrogusto naif, malinconico e ironico quanto basta, che con la sua chitarra e la sua tastierina giocattolo ci prende per mano e ci accompagna nel suo mondo colorato, buffo e scanzonato.  Grazie alla leggerezza con cui si propone, JOCELYN PULSAR riesce a raggiungere il cuore di molte persone, anche se queste non hanno vissuto - per motivi anagrafici - quegli anni.

Ad un anno e mezzo di distanza dal precedente “Penso a Sonia ma suono per la gloria” JOCELYN PULSAR torna con un nuovo disco, "IL GRUPPO SPALLA NON FA IL SOUNDCHECK", completamente realizzato al MushRoom Studio di Aviano (Pordenone) con la produzione di Enrico Berto (Amari, Bugo): otto tracce che rientrano nel solco delle precedenti (nostalgico, citazionista, autoironico), questa volta forse con uno sguardo un po’ più personale ed autobiografico.

Il disco ha già avuto un ottima accoglienza, collezionando recensioni  positive su numerose riviste e webzine musicali (Blow- Up, Rockerilla, Beat Magazine, Rockit, SentireAscoltare, Mescalina, etc…)  a cui si sono aggiunte diverse interviste (Sky Musica, Rockit, Indie eye, La Scena) e trattazioni (RollingStone magazine, ItalianEmbassy, Frigopop).

Recentemente Jocelyn Pulsar ha anche partecipato alla compilation “Il Natale (non) è reale” per la Garrincha Dischi, assieme ad altri nomi dell’ indie italiano (Alessandro Fiori, Jang Senato, 4FioriperZoe, LeLi, Chewingum).


Jocelyn Pulsar: www.myspace.com/jocelynpulsar


*nevesudilei*

mercoledì 9 febbraio 2011

JOCELYN PULSAR@PIATEDA (SO) . Mambo Pub


*ven 11/02 . mambo pub .  PIATEDA (SO) 
via rhon 8/start: 22/ingresso libero

*JOCELYN PULSAR*
(cantautore pop tra lo-fi e ricordi anni '80 . da Forlì)

Calcio, giocattoli, figurine Panini, biscotti Galbusera, serie televisive, un solo comun denominatore: gli anni '80. Questo è il mondo di JOCELYN PULSAR - al secolo Francesco Pizzinelli -, cantautore pop con un retrogusto naif, malinconico e ironico quanto basta, che con la sua chitarra e la sua tastierina giocattolo ci prende per mano e ci accompagna nel suo mondo colorato, buffo e scanzonato.  Grazie alla leggerezza con cui si propone, JOCELYN PULSAR riesce a raggiungere il cuore di molte persone, anche se queste non hanno vissuto - per motivi anagrafici - quegli anni.


Ad un anno e mezzo di distanza dal precedente “Penso a Sonia ma suono per la gloria” JOCELYN PULSAR torna con un nuovo disco, "IL GRUPPO SPALLA NON FA IL SOUNDCHECK", completamente realizzato al MushRoom Studio di Aviano (Pordenone) con la produzione di Enrico Berto (Amari, Bugo): otto tracce che rientrano nel solco delle precedenti (nostalgico, citazionista, autoironico), questa volta forse con uno sguardo un po’ più personale ed autobiografico.

Il disco ha già avuto un ottima accoglienza, collezionando recensioni  positive su numerose riviste e webzine musicali (Blow- Up, Rockerilla, Beat Magazine, Rockit, SentireAscoltare, Mescalina, etc…)  a cui si sono aggiunte diverse interviste (Sky Musica, Rockit, Indie eye, La Scena) e trattazioni (RollingStone magazine, ItalianEmbassy, Frigopop).

Recentemente Jocelyn Pulsar ha anche partecipato alla compilation “Il Natale (non) è reale” per la Garrincha Dischi, assieme ad altri nomi dell’ indie italiano (Alessandro Fiori, Jang Senato, 4FioriperZoe, LeLi, Chewingum).


Jocelyn Pulsar: www.myspace.com/jocelynpulsar

giovedì 1 aprile 2010

Il Blues e i ricordi che non ho .

Non avrei mai pensato che potesse piacermi il Blues. Non ho mai avuto pregiudizi di sorta nei confronti di un qualsiasi genre musicale, ma il Blues mi è sempre sembrato lontano dalla mia storia musicale, lontano nel tempo e nei sentimenti.

Non avevo capito un cazzo.

Un giorno ho scoperto che ai primi del 900 nel Mississippi viveva un signore che si chiamava Blind Lemon Jefferson. Che nome meraviglioso, ho pensato. Mi ricordava un po' "Lemon TD Novecento", con la differenza che quest'ultimo suona terribimente finto, e ho anche il sospetto che Baricco quando l'ha coniato abbia pensato a questo signore nero, grosso e cieco.



Mi ha impressionato moltissimo, questa foto. Mi ha comunicato sofferenza, e un essere fuori dal tempo che mi ha dato i brividi. E questa cecità...dopo ho scoperto che molti cantanti blues dell'epoca erano ciechi, per violenze o malattie, spesso fin da piccoli. E dunque non restava molto da fare, per loro, se non suonare e cantare. Alcuni sono diventati benestanti, altri sono rimasti poveri in canna. Omero era così. O meglio, la leggenda di Omero ci parla di un vecchio cantore cieco, che girava a piedi e cantava le sue storie. Questi primi cantori blues erano dei novelli Omero, armati di chitarra, si sedevano ai bordi delle strade e intonavano le loro melodie malinconiche, spesso molto simili fra loro, ma in questa similitudine si sentivano vicini l'uno all'altro, e alla gente che li ascoltava. Spesso lasciano senza fiato per l'assoluta onestà con cui cantavano. Non avevano cose inutili a circondarli. Orpelli. Inutili abbellimenti. Erano soli, e cantavano la propria solitudine. Forse è questo che mi ha colpito: questa loro consapevolezza di essere soli, fino alla fine, e cantarci su, per esorcizzare la paura di vivere e morire così.


Per esempio ne parla molto bene Skip James in questa canzone:



Ogni tanto mi vedo così. Anche se non sono cieca fisicamente, mi sento cieca nei sentimenti, e girovago alla ricerca di risposta. Mi vedo sotto un albero, uno qualsiasi, a cantare e suonare per chi ha voglia di ascoltare...non che rimpianga quei tempi e quei luoghi: era un'epoca davvero dura, e si moriva di niente. Ma lo spirito, sì, quello lo rimpiango. Non l'ho mai avuto, eppure ogni tanto è come se la Storia si impadronisse di me e mi dicesse: "Non ricordi? Com'era bello quel tempo?".
Io non lo ricordo, eppure mi appare bellissimo, nei ricordi che non ho.

*n*